Che succede se non paghi una rata del prestito?

05.01.2018

La richiesta di un prestito consente di avere un'immediata disponibilità di denaro e allo stesso tempo obbliga al rimborso dei soldi ottenuti e al pagamento dei relativi interesse.
Riuscire a restituire il prestito nei tempi concordati è molto importante per due motivi: 

  1. il primo è che il ritardo nel pagamento delle rate può comportare il pagamento di penali in base a quanto concordato con l'istituto di credito, 
  2. il secondo e in un certo senso più importante, è la successiva impossibilità (o comunque maggiore difficoltà) di accedere ad altri finanziamenti.

Puoi richiedere un altro prestito?

La "credibilità" come debitore (scoring creditizio) è infatti un requisito fondamentale per ottenere credito e, se per varie ragioni viene persa, recuperarla può essere un problema che richiede tempi lunghi per essere risolto.

Occorre tuttavia precisare che il mancato pagamento di una rata non sempre significa perdere la possibilità di accedere ad altri prestiti.
Ecco allora una spiegazione dettagliata di cosa può accadere in seguito al mancato pagamento di una rata.

Cos'è e quando avviene l'iscrizione al CRIF.

Ogni volta che si richiede un prestito l'istituto di credito che deve decidere se approvare o meno la richiesta di finanziamento verifica la posizione del debitore presso i registri del CRIF

Si tratta di un'azienda che opera a livello globale e, tra le altre attività, tiene traccia dei comportamenti (scoring comportamentale) di chi contrae un debito.

Perché si viene iscritti al CRIF?

Ci sono diversi motivi per cui si viene iscritti nei registri del CRIF e in funzione di essi, dopo un tempo variabile, si sarà cancellati dagli stessi.
Si può dire che il CRIF valuta la credibilità del debitore sulla base dei suoi comportamenti relativi alla restituzione di un prestito.
Questo significa che quante più rate sono state pagate oltre la scadenza concordata e quanto più lungo è il periodo di ritardo meno si è credibili agli occhi di un istituto di credito.

Per avere un'idea dei tempi occorre sapere che il pagamento in ritardo di 2 rate viene cancellato dopo 12 mesi, per tre rate invece occorrono 36 mesi.
Trascorsi questi tempi non dovrebbero esserci problemi per l'accesso al credito.


Diverso e più problematico è il caso in cui le rate non vengono pagate affatto e l'istituto di credito è costretto a ricorrere al pignoramento dei beni o addirittura a perdere la somma prestata perché chi ha richiesto il denaro non è più in possesso di beni attraverso i quali effettuare la restituzione.

Cosa fare per evitare l'iscrizione al CRIF

La riposta più semplice a questa domanda è naturalmente quella di pagare con regolarità tutte le rate, ma è ovvio che nel corso dei mesi possono verificarsi eventi che impediscono il rimborso del prestito nei tempi stabiliti.

Un modo per prevenire l'iscrizione al CRIF è quello di scegliere formule di finanziamento in cui è ammesso che ci possano essere mesi in cui non si paghi la rata. In questi casi eventuali imprevisti non andranno a creare problemi.

Un'ulteriore alternativa è la richiesta di un finanziamento da rimborsare con trattenuta alla fonte (la cessione del quinto) o comunque con addebito automatico su conto corrente. 

Cosa fare se si è iscritti nei registri del CRIF

Innanzitutto occorre sapere che ogni istituto di credito decide se accettare o meno una richiesta di finanziamento e può quindi decidere di erogare il prestito anche ad una persona iscritta nei registri del CRIF.

Un debitore che ha pagato una rata con qualche giorno di ritardo non è infatti considerato allo stesso modo di chi ha pagato sempre in ritardo o non ha pagato affatto.

Qualora dovessero esserci dei problemi è possibile trovare formule di finanziamento in cui è ammessa la figura di un garante, cioè di una persona disposta a garantire personalmente che il prestito sarà restituito o che preveda un pegno o un'ipoteca.
Infine, per chi ha una busta paga, cioè lavora come dipendente oppure ha una pensione è possibile richiedere formule di finanziamento come la cessione del quinto o la delega di pagamento. 

Per questi tipi di prestito non viene valutata la credibilità del debitore e non sono richieste garanzie perché l'unico aspetto che viene considerato è la solidità del suo posto di lavoro.

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di Anna De Luca